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venerdì 19 giugno 2026

La povertà era miseria a Napoli

In parallelo con Pasquale Villari, suo amico e mentore, ma con decisione, e molto acume, Jessie White si avventurava un secolo e mezzo fa in un’indagine sulla povertà a Napoli – nella città più che nel “napoletano”, campano o meridionale che si intendesse. Con una veduta già sociologica, oltre che storica e politica come quella che in contemporanea sviluppava lo storico calabrese. Frutto probabilmente della lunga esperienza inglese in fatto di indagini sulla povertà urbana, e sui rimedi. Prodroma delle future indagini parlamentari, come la Franchetti-Sonnino – che molto devono a questa sua ricerca. Fatta in prima persona, con qualche documento e molte cose viste e sentite, visitando, parlando, interrogando. Senza “rispetti”, o covenzionalità – la ricerca è sulla “miseria”, non sulla “povertà”, come sarebbe stato opportuno nel “politicamente corretto” dell’epoca.
Una ricerca che resta, benché ovviamente reliquia storica, di lettura interessante, piena di fatti e di condivisibili letture. Partendo subito, alla seconda pagina, con un “segreto” di cui ancora si discute, quello della democrazia inglese: “Molti si meravigliano perché l’aristocrazia in Inghilterra mantenga ancora tanta autorità e tanta influenza, là dove da trent’anni il quadro del diritto e dell’uguaglianza ha fatto più progresso che in altri paesi, in cui essi ebbero culla. La spiegazione è facilissima. L’aristocrazia inglese vive osservatrice vigile, scrutatrice profonda dei segni del tempo, e dell’umore giornaliero della nazione. Quando sa di dover cedere sopra un dato punto, essa cede prima di riceverne l’intimazione, e cede con tanta grazia e buon garbo, che spesso figura d’essere lei l’iniziatrice della desiderata riforma o della concessione”. Idilliaco, ma ben fondato, dell’arte del governare.
La grande patriota risorgimentale parte spiegando le condizioni di vita dei più poveri, con la vivacità delle cose viste. Una seconda parte dedica all’assistenza – in parte in analogia con Villari, che individuava nell’appropriazione della manomorta il crollo del sistema borbonico di assistenza ai poveri, malati, etc. Nelle ultime due sezioni prova a illustrare i rimedi possibili. Soprattutto basandosi sulle esperienze inglesi di filantropia e legali, delle leggi contro la povertà della prima metà dell’Ottocento. 
A cura di Pietro Finelli, che inquadra l’opera nel rapporto fraterno della vulcanica White Mario con Pasquale Villari.
Jessie White Mario, La miseria in Napoli, Edizioni di Storia e Studi Sociali, pp.  207 € 16

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