Curtis Flowers, nero, processato sei volte
nel Mississippi dallo stesso Procuratore bianco, è morto. Aveva 56 anni. La
metà passata in prigione in attesa del giudizio.
Aveva 26 anni nel 1997 quando fu arrestato
per l’assassinio di quattro persone in un negozio di mobili a Winona, nel
Mississippi.
Imputato della strage, è stato condannato
quattro volte da giurie bianche o soprattutto bianche, altri due processi sono finiti con
l’annullamento, con la giuria divisa. Ogni volta ha appellato la condanna per scorrettezze dell’accusa. Ma ogni volta l’accusatore,
il Procuratore distrettuale del Tribunale del Quinto Circuito del Mississippi,
Doug Evans, riapriva il caso.
Nel 2019, dopo il sesto processo, con condanna,
la Corte Suprema si è investita del caso e ha ribaltato definitivamente la condanna.
Il relatore Brett Kavanagh, bianco, giudice dai “rigidi valori conservatori”, nominato
alla Corte Suprema da Trump nel 2018, imputò ad Evans “un costante, determinato
sforzo a eliminare dalla giuria individui neri”.

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