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Giallo anarchico
L’Internazionale anarchica, dei Cento Rossi, si raduna anonimamente
a Londra. Scotland Yard li protegge – la lege protegge la libertà di
espressione, spiega loro il funzionario mandato a controllarli. Al convegno
spopola la Donna di Graz, bella e sorpresa del successo, pur avendo più di un
attentato, riuscito, alla spalle. E intervengono anche i Quattro Giusti, che
poi sono tre (“c’era un giorno un quarto, che rera caduto in un caffè di
Bordeaux, crivellato di pallottole”. Ma s’innamorano della Donna di Graz…
A
ogni pagina, a doppia colonna, ne succede una, è anarchica anche la narrazione.
Di quando, dopo Sherlock Holmes, gli scrittori di gialli per un po’ non
seppero più che dire. La ricetta diventò di comunque meravigliare, anche se di
fregnacce – con una suspense a onde
ravvicinate, costruita in una pagina e abbandonata la successiva: l’anarchia di
moda non solo come cattivo delle storie, anche come metodo.
Riedito
da numerosi editori. Con questa storia strampalata s’inauguravano nel 1933 i
Gialli Economici Mondadori, a 2 lire, tradotti alle bell’e meglio e stampati su
due colonne - come già la stampa di colportage,
da fiera, a fogli singoli. Affiancavano i Gialli Mondadori, più dignitosi.
Affiancati a loro volta da una collana detta “Il Cerchio Verde”, ma sempre di
gialli, a 50 centesimi – ogni numero quasi un’enciclopedia, gialla: un romanzo,
cinque novelle, fotostorie di film gialli, notizie varie di nera, ricostruzioni
e rivelazioni, e “problemi polizieschi a premio (“l. 50 settimanali”). Nel
ventennio di leggeva - in mancanza di meglio?
Edgar
Wallace, Il Consiglio dei Quattro (“The
Council of Justice”), Gialli Economici Mondadori, pp. 93, su due colonne,
pp.vv.
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