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sabato 22 agosto 2026

Giallo anarchico

L’Internazionale  anarchica, dei Cento Rossi, si raduna anonimamente a Londra. Scotland Yard li protegge – la lege protegge la libertà di espressione, spiega loro il funzionario mandato a controllarli. Al convegno spopola la Donna di Graz, bella e sorpresa del successo, pur avendo più di un attentato, riuscito, alla spalle. E intervengono anche i Quattro Giusti, che poi sono tre (“c’era un giorno un quarto, che rera caduto in un caffè di Bordeaux, crivellato di pallottole”. Ma s’innamorano della Donna di Graz…
A ogni pagina, a doppia colonna, ne succede una, è anarchica anche la narrazione. Di quando, dopo Sherlock Holmes, gli scrittori di gialli per un po’ non seppero più che dire. La ricetta diventò di comunque meravigliare, anche se di fregnacce – con una suspense a onde ravvicinate, costruita in una pagina e abbandonata la successiva: l’anarchia di moda non solo come cattivo delle storie, anche come metodo.
Riedito da numerosi editori. Con questa storia strampalata s’inauguravano nel 1933 i Gialli Economici Mondadori, a 2 lire, tradotti alle bell’e meglio e stampati su due colonne - come già la stampa di colportage, da fiera, a fogli singoli. Affiancavano i Gialli Mondadori, più dignitosi. Affiancati a loro volta da una collana detta “Il Cerchio Verde”, ma sempre di gialli, a 50 centesimi – ogni numero quasi un’enciclopedia, gialla: un romanzo, cinque novelle, fotostorie di film gialli, notizie varie di nera, ricostruzioni e rivelazioni, e “problemi polizieschi a premio (“l. 50 settimanali”). Nel ventennio di leggeva - in mancanza di meglio?
Edgar Wallace, Il Consiglio dei Quattro
(“The Council of Justice”), Gialli Economici Mondadori, pp. 93, su due colonne, pp.vv.

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