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La malavita, due secoli fa come oggi
La
prima indagine sulla camorra e dintorni – ambienti, psicologie, storie. Su
quella che sarà la camorra. Un’indagine e non un racconto d’invenzione la vuole
l’autore, noto (in Francia) come “un romanziere socialista a Napoli”, e
romanziere anche per Croce ne “La vita letteraria a Napoli dopo l’unità”. Del
resto, fu autore di almeno un centinaio di romanzi. Perché si vendevano – nella
Napoli oggi “illetterata”. Benché vertessero un po’ tutti sulla povertà, quando
non la miseria. Nel 1864, all’indomani dell’unità, aveva concluso la sua
“indagine” e la metteva in scena.
Un
romanziere socialista ma non condiscendente. Qui lo dice esplicito,
introducendo il suo studio, “su le pratiche insidiose di quelle numerose classi
che, o per accidia naturale ed aborrimento di ogni onesto lavoro, o sedotte dalla
speranza di uscire, più presto che col lavoro, dallo stato di miseria in cui
giacciono, o sopraffatte per ignoranza da’ più astuti, si danno a vivere
d’illeciti guadagni”. Molto è sulla prostituzione, che prende direttamente buona
parte modella narrazione, “Madama Antonetta”, “Blandina”, “Le farfallette”,”La
tribade”, “Carolina”, e molte pagine della seconda parte, cominciando programmaticamente
da “La prostituzione – Preliminari”. Una narrazione, però, per quanto
ripetitiva, sempre viva, per un motivo o un altro. Che pone un problema.
Il
problema è che un secolo e mezzo dopo, quasi due, la sociologia non ha fatto
passi avanti sul crimine “popolare” diffuso. La sociologia da caserma, dell’omertà
e del disdegno della proprietà – chi ha paghi. E quella dei giudici, che il
crimine vogliono “organizzato”, possibilmente in “cupole”, possibilmente politiche o almeno massoniche. E
tutti lo vogliono “ambientale”, cioè della Campania, della Sicilia e della
Calabria, e quindi c’è poco da fare, Con l’associazione, e col concorso esterno
in associazione, per le tre regioni c’è poco da fare, la repressione non è
migliorata in nulla, rispetto a un secolo e mezzo fa, quasi due, e la paga
sempre, perfino col carcere, chi non c’entra, e vorrebbe vivere in pace, come
un qualsiasi altro essere umano, negli affari o nelle professioni.
Francesco
Mastriani, I vermi, Mario Miliani
Editore, vol 2, pp. 533 € 15
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