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martedì 18 agosto 2026

Natalità svogliata – se il pet costa più del figlio

“la Repubblica” solleva infine, con continuità, il tema della demografia debole in Italia. Trenta anni dopo la “scoperta” statistica, nel 1994, che l’anno prima le morti avevano superato le nascite (senza peraltro suscitare allarme, ce ne occupammo solo noi sul settimanale “Il Mondo” -  con un servizio che il governo francese richiese di ripubblicare nel suo Osservatorio per il personale scolastico,  ma nella disattenzione generale in Italia).
Gli effetti del declino sono noti: troppi anziani (sanità e pensioni a rischio), troppa spesa pubblica assistenziale (inefficiente), indebolimento del sistema scolastico, dall’infanzia all’università, e non miglioramento, e perfino, collegato a sanità e istruzione, svuotamento delle piccole città, dopo le campagne.
Una serie di concause della debole demografia sono di solito analizzate: il lavoro e la carriera della donna, retribuzioni deboli, caro-affitti e caro-case, asili nido pochi o remoti, l’accudimento di genitori inabili o infermi. Ma non quello principale: il falso concetto femminile-femminista che fa, da più generazioni, dai baby boomer, da 50-60 anni, il modo di essere della “donna italiana”.
(continua)

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