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Natalità svogliata – se il pet costa più del figlio
“la Repubblica” solleva infine, con
continuità, il tema della demografia debole in Italia. Trenta anni dopo la “scoperta”
statistica, nel 1994, che l’anno prima le morti avevano superato le nascite
(senza peraltro suscitare allarme, ce ne occupammo solo noi sul settimanale “Il
Mondo” - con un servizio che il governo francese
richiese di ripubblicare nel suo Osservatorio per il personale scolastico, ma nella disattenzione generale in Italia).
Gli effetti del declino sono noti:
troppi anziani (sanità e pensioni a rischio), troppa spesa pubblica assistenziale
(inefficiente), indebolimento del sistema scolastico, dall’infanzia all’università,
e non miglioramento, e perfino, collegato a sanità e istruzione, svuotamento delle
piccole città, dopo le campagne.
Una serie di concause della debole
demografia sono di solito analizzate: il lavoro e la carriera della donna,
retribuzioni deboli, caro-affitti e caro-case, asili nido pochi o remoti, l’accudimento
di genitori inabili o infermi. Ma non quello principale: il falso concetto femminile-femminista
che fa, da più generazioni, dai baby boomer, da 50-60 anni, il modo di essere
della “donna italiana”.
(continua)
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