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Il Giappone made in Francia
In corsa per
l’Oscar a marzo scorso, un film d’animazione francese. Di argomento giapponese.
Con molti stilemi e tagli dei capolavori di Takahata e di Miyazaki, cui le due
registe, debuttanti in un lungometraggio, si rifanno quasi da scuola.
Il film segue il racconto della scrittrice franco-belga Amélie Nothomb,
“Metafisica dei tubi”. Uno dei suoi tanti sul Giappone, specie sulle
“differenze culturali” – più spesso esilaranti che drammatiche. Il Giappone
conoscendo da sempre, da bambina, e dall’interno, essendovi cresciuta - il
padre era un diplomatico belga. Pienamente integrata col paese: “Lasciare il
Giappone fu per me uno sradicamento”, spiega nell’autobiografico “Stupore e
tremori”. Cresciuta da una tata giapponese, e in una scuola locale,
“perfettamente bilingue”.
Con la tata giapponese Amélie rivive il Giappone nelle fiabe e nella storia,
anche prima della sconfitta. Un mondo di fantasie e di cose molto animato.
Maïlys Vallade-Liane Cho Han, La piccola Amélie, Sky Cinema, Now
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