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mercoledì 23 settembre 2026

Giorgetti, chi si crede di essere

Non c'è molto rispetto all'Economia per Giorgetti. Milanese e leghista, quindi poco temuto a Roma. Ma col piglio da statista, che lascia governare. E la dirigenza fa la sua politica, la sua propria, da vecchio establishment: servire il governo, come è  giusto, ma nel giusto - che non si prenda troppi poteri.

Lo hanno condotto alla ridicolaggine del golden power contro l'italianissima Unicredit nella opas su Bpm. Gli hanno affibbiato come capo dell segreteria tecnica Riccardo Ercoli, il dirigente che, in qualità di consulente esperto delle commissioni parlamentari, aveva avallato i 240 miliardi di buco del superbonus con calcoli molto addomesticati. E poi, quando Ercoli ha voluto andare al Fondo Monetario in rappresentanza dei Paesi mediterranei, subito Giorgetti lo ha accontentato.

Il peggio sono stati i due 0,1 di scostamento per (non) uscire dalla interdittiva europea. Il Tesoro, che maneggia i conti, poteva aiutare il governo e non lo ha fatto.

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