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venerdì 25 settembre 2026

Ma Volkswagen è cinese

La chiusura degli impianti storici in Germania, con almeno 100 mila esuberi, fa velo a quella che è la realtà oggi, dichiarata anche nei piani strategici, del marchio sinonimo di Germania: Volkswagen è è sarà un produttore made in China.
Lo era già. Fino all'anno scorso il marchio più venduto. Fino a quando cioè,  caratteristicamente, il governo cinese ha voluto il Grande Balzo anche con l'automobile, sovvenzionando la produzione nazionale di soggetti nazionali - VW vendeva in Cina nelle sue annate migliori, 2014-2016, oltre 5 milioni di auto annualmente, nel 2025 è scesa alla metà  a 2,7 milioni, con l'utile operativo ridotto a un miliardo (era arrivato a 5 miliardi).
A maggio, ad Auto China 2026, il Salone dell'automobile di Pechino, ha presentato un programma "In China, for China and for the World", facendo cioè della Cina il suo hub. Per il  Sud Est asiatico, l'America Latina, il Medio Oriente, e anche l'Europa (resta fuori il mercato americano, che non vuole auto cinesi). Ha al lancio venti modelli elettrici  con l'obiettivo di averne 50 entro il 2030.  A Hefei,  il suo centro di produzione cinese, riesce a comprimere in 24 mesi il time to market, lo sviluppo di un nuovo modello. A Hefei i costi di produzione sono dimezzati rispetto a quelli europei. 

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