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giovedì 24 settembre 2026

Il commercio internazionale è buono e fa bene

"L'epoca d'oro della globalizzazione ha visto il commercio mondiale superare la crescita dii un fattore tre. Quell'epoca è finita". Dal covid alle guerre guerreggiate e alle guerre dei dazi il commercio è rallentato - con effetti anche sulla crescita. Ma la globalizzazione non è finita.

"A meno di vent'anni" dalla crisi bancaria "il sistema è stato completamente riorganizzato e riavviato. E gli scambi crescono, malgrado guerre, sanzioni e dazi, anche se a ritmo minore. Nonostante i dazi di Trump e la chiusura di Hormuz "i volumi commerciali hanno continuato ad aumentare" - "il commercio ha un futuro": un aumento dell'1 per cento nella intensità degli scambi incrementa il reddito nazionale dello 0,5-1 per cento e riduce il livello dei prezzi dello 0,1-0,5 per cento in modo permanente".

"C'è un clima di sfiducia nei confronti del commercio internazionale. Effetto di due catastrofici atti di deliberata cecità avvenuti nell'epoca d'oro: la mancata considerazione degli effetti sociali e la fragilità intrinseca delle catene di approvvigionamento globali". "Effetti sociali" per dire i licenziamenti in massa nelle aree sviluppate e il blocco dei salari reali, per "perequare" i costi.

Haldane è stato a capo dell'ufficio studi della Banca d'Inghilterra.

Andy Haldane, The case for trade, revisited,"The Financial Times", in libera lettura, anche in italiano, La tesi a favore del commercio, rivisitata

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