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Cronache dell’altro mondo – in ritirata (430)
Mercoledì le ultime truppe americane lasciano l’Iraq. È la fine formale della guerra contro lo Stato Islamico, e della presenza militare in Iraq – il ritiro era già stato completato in Siria, in
primavera.
E sembra probabile che gli Stati Uniti
riducano o ritirino la loro presenza militare nella penisola arabica, una volta
conclusa la guerra con l’Iran. Il ritiro l stesso presidente Trump aveva preparato nella prima presidenza, con gli “accordi di Abramo”, allentando i possibili motivi
di ostilità con Israele.
Il ritiro dalla penisola arabica, già
auspicato da Trump, si ritiene faccia parte indirettamente del negoziato in
corso con l'Iran. L’auspicio è che l'Iran
possa trovare una base di coesistenza con i potentati arabi del Golfo.
Il ritiro dal Medio Oriente, nel quadro
di una riconcentrazione delle forze con l'abbandono del
multilateralismo con garanzia militare americana, per un riequilibrio pacifico con
l’interlocutore Cima, segna un cambiamento epocale per la regione: dalla fine e la
dislocazione dell’impero ottomano un secolo fa, il Medio Oriente è sempre stato
governato da remoto, dapprima dalle potenze coloniali, Francia e Gran Bretagna,
poi, dal 1956, dagli Stati Uniti.
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