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lunedì 28 settembre 2026

Cronache dell’altro mondo – in ritirata (430)

Mercoledì le ultime truppe americane lasciano l’Iraq. È la fine formale della guerra contro lo Stato Islamico, e della presenza militare in Iraq – il ritiro era già stato completato in Siria, in primavera.
E sembra probabile che gli Stati Uniti riducano o ritirino la loro presenza militare nella penisola arabica, una volta conclusa la guerra con l’Iran. Il ritiro l stesso presidente Trump aveva preparato nella prima presidenza, con gli “accordi di Abramo”, allentando i possibili motivi di ostilità con Israele.
Il ritiro dalla penisola arabica, già auspicato da Trump, si ritiene faccia parte indirettamente del negoziato in corso con l'Iran.  L’auspicio è che l'Iran possa trovare una base di coesistenza con i potentati arabi del Golfo.
Il ritiro dal Medio Oriente, nel quadro di una riconcentrazione delle forze con l'abbandono del multilateralismo con garanzia militare americana, per un riequilibrio pacifico con l’interlocutore Cima, segna un cambiamento epocale per la regione: dalla fine e la dislocazione dell’impero ottomano un secolo fa, il Medio Oriente è sempre stato governato da remoto, dapprima dalle potenze coloniali, Francia e Gran Bretagna, poi, dal 1956, dagli Stati Uniti.
 

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