skip to main |
skip to sidebar
L'invenzione del cinema - di Godard
Fare un film su un regista che fa il suo primo film, sui tecnici e sugli attori, sul produttore, cinquanta o sessanta anni fa,e sia pure il primo di Godard, e un film di enorme successo subito, All'ultimo respiro", con Belnondo e Jean Seberg al naturale, come spontanei, è un'impresa sull'orrido. E invece si fa seguire, una commediola intellettuale, e tuttavia non pesante: curiosa, e anche divertente.
Godard è un affabulatore e un po' cialtrone. Sa tutto meglio di tutti, Truffaut, Chabrol, Rohmer, etc., e fa il film senza set, né sceneggiatura, ogni mattina, dopo essersi sgranchito al flipper: s'inventa pose e battute, tutte semplicissime, e quasi sempre dichiara "buona la prima". Gli attori lo seguono, l'improvvisazione avendo incamerata come spontaneità.
Un film quindi storico, l'inizio del nuovo cinema che si chiamerà Nouvelle Vague, ma anche a suo modo mitologico: nel modulo inverso, di demistificazione dell'arte cinematografica, dei set maestosi, dei ciak ripetuti a decine, di sceneggiature accuratissime, viste e riviste, di riprese di mesi, e anche di anni. Qui niente, nemmeno un ombretto, un'ombra di trucco - la truccatrice di Jean Seberg, diva americana, che quindi ne deve avere una per contratto, è disperata, fa anche l'aiuto macchinista, essendo robusta, porta il caffè, qualcosa si dà da fare per non impazzire.
Insomma, se non è contrario al mito di Godard come ispiratore e artefice massimo della nouvelle vague del cinema francese ("l'anno dopo il film di Godard", possono vantare i titoli di coda, "156 giovani registi francesi poterono fare il loro primo film"), il film demistifica l'arte filmica. Il segreto è che non ha segreto - se non l'alchimia che a un certo punto ne nasce, sullo schermo e nello spettatore: l'immagine s'imprime, come può passare inosservata.
Con moltissimi "personaggi" noti, per una scena o due. Truffaut, che l'anno prima aveva fatto "I 400 colpi", grande successo di uno sconosciuto a Cannes, ed è l'unico sposato, che fa da spalla, sottotono. Rossellini ha più spazio, e più rigoroso - anche come personaggio, che a Godard che gli ha dato un passaggio chiede scendendo dalla macchina dopo avere ri-teorizzato il cinema: "A proposito, hai da anticiparmi qualche soldo?" Tutti sono nominati nella galleria fotografica di testa, molto densa - compresa Juliette Gréco ancora al suo meglio, a 33 anni.
Richard Linklater, Nouvelle Vague, Sky Cinema, Now
Nessun commento:
Posta un commento