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domenica 18 ottobre 2026

Un lego sanguinolento

Si comincia con un mondo ordinato, case squadrate, piazze da bambole di lego, e morale precisa. La baby sitter amica del figlio ha rubato un orecchino e va licenziata. È la durezza della morale “olandese”, in tutto analoga all’ordine che regna nel paese, colorato, pulito e ordinato – come il suo nome vuole. Un ordine che un marito comprensivo e ottimo papà non riesce a scalfire.
Naturalmente questa è l’apparenza: non tutto è così ordinato. E succede poi di tutto. Al punto che il film interrogherà alla fine lo spettatore: “Ma sarà tutto vero?”. Poiché tutto si rovescia nel contrario, il buono è cattivo, il cattivo forse buono, il giusto è ingiusto, eccetera, il mansueto è o diventa violento, il violento mansueto. E la morale un disastro. Un rovesciamento continuo delle certezze.
Parte come una commedia e via via, per minimi slittamenti, si tramuta in tragedia, la sicura morale  “olandese”, calvinista, ordinata, in sete di sangue.
Una sorniona, dura berlina della Morale rigida. Che Nicole Kidman regge da sola, con la sua bellezza algida - almeno all’apparenza: bella di fuori, semplice dentro, e quindi crudele. Per di più insegnante. Nella cittadina da bambole, di lego, in case squadrate. Un ruolo formidabile, cui però una sceneggiatura aggressiva (o la regista al montaggio, specialista del genere) impone una seconda parte da genere horror, confusa.   
Mimi Cave,
Holland, Sky Cinema, Now

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