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Un lego sanguinolento
Si comincia con un
mondo ordinato, case squadrate, piazze da bambole di lego, e morale precisa. La
baby sitter amica del figlio ha rubato un orecchino e va
licenziata. È la durezza della morale “olandese”, in tutto analoga all’ordine
che regna nel paese, colorato, pulito e ordinato – come il suo nome vuole. Un
ordine che un marito comprensivo e ottimo papà non riesce a scalfire.
Naturalmente
questa è l’apparenza: non tutto è così ordinato. E succede poi di tutto. Al punto
che il film interrogherà alla fine lo spettatore: “Ma sarà tutto vero?”. Poiché
tutto si rovescia nel contrario, il buono è cattivo, il cattivo forse buono, il
giusto è ingiusto, eccetera, il mansueto è o diventa violento, il violento mansueto.
E la morale un disastro. Un rovesciamento continuo delle certezze.
Parte come una commedia
e via via, per minimi slittamenti, si tramuta in tragedia, la sicura morale “olandese”, calvinista, ordinata, in sete di
sangue.
Una sorniona, dura
berlina della Morale rigida. Che Nicole Kidman regge da sola, con la sua bellezza
algida - almeno all’apparenza: bella di fuori, semplice dentro, e quindi
crudele. Per di più insegnante. Nella cittadina da bambole, di lego, in case
squadrate. Un ruolo formidabile, cui però una sceneggiatura aggressiva (o la regista al montaggio, specialista del genere) impone una seconda parte da genere horror, confusa.
Mimi Cave, Holland,
Sky Cinema, Now
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